Oltre la net neutrality

Bell’articolo. da leggere. It’s the end of the web as we know it « Adrian Short.

serve poco la net neutrality se poi, on top della rete neutrale, hai dei servizi che controllano i tuoi clic, ti limitano e che non sono neutrali.

scrivevo in “piccolo cane, grandissima coda“:

Se vogliamo e’ ununa riflessione ulteriore sul ragionamento sulla net neutrality che facevo qui  e di cui ho parlato per un paio d’ore qualche sera fa con P. (BTW, notizie positive x la net neutrality, a breve..[ndr come in effetto sono arrivate] ))

Pensiamoci un attimo….

  • Uno degli obiettivi che si sono dati i regolatori è accelerare la
    number portability fino  a poterla fare nello stesso giorno. L’obiettivo
    è assicurare la massima “migrabilità” di un  utente da un fornitore
    all’atro.
  • Elementi centrali della strategia delle internet companies sono effetti rete e lockin degli utenti.
E’ chiaro che c’e’ una asimmetria regolamentare.

Quando parlavo di Diaspora e della diatriba tra Google e Facebook per la portabilità dei profili utente, scrivevo:

Io amo Internet, quella dei protocolli, del rough consensus and running
code, non quella dei servizi centralizzati o comunque proprietari.
Ecco, forse Diaspora poteva nascere come RFC (e magari avere fortuna
migliore di altre iniziative simili).  Mi pare che il ruolo delle
università in Internet sia un po’ scemato.

Immaginiamo la mail
che nasca ora: non c’e’ nessuno che usa la mail. Parte mailbook.com e
offre la mail. la fa aperta ed interoperabile ? no; dice
(legittimamente) “venite tutti da me perche’ offro la mail” Internet
non poteva nascere fuori dalle università: il privato cerca di
massimizzare il proprio interesse, di raggiungere autnomamente la massa
critica perchè una volta che ce l’hai, hai conquistato il mondo.

ecco, forse su questo “(legittimamente)” c’e’ da lavorare.

il lockin è elemento centrale della strategia online.

Mi chiedo, quando questo diventa dominanza ? e abusivo ?

Quel poco che ho superficialmente imparato di antitrust pensa agli
utenti come clienti e punisce gli abusi di pratiche che sfruttano il lockin.

ma qui (OTT) gli utenti sono il “prodotto” che il gestore vende agli inserzionisti.

e il lockin è centrale perchè consente di acquisire una posizione dominante sul prodotto da vendere.

pensiamo un attimo ad eBay. Quanto ha innovato negli ultimi 5 anni ?
c’e’ un marketplace alternativo, di fatto ? questo è bene o male per
l’innovazione ?

non sono un avvocato e non ne so abbastanza e
mi-vi chiedo: si possono pensare dei meccanismi di regolamentazione
asimmetrica per
cui, quando raggiungi un certo livello di soglia, vieni notificato come
avente significativo potere di mercato (per effetto del lockin e degli
effetti rete) e
non puoi piu’ fare lockin e sei obbligato a garantire la portabilità del
profilo (analogo alla portabilità del numero per gli operatori telco) e
ad interoperare secondo standard ? (come gli operatori telefonici ?)

bisognerà pensare ad una profile neutrality oltre la net neutrality ?

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1 thought on “Oltre la net neutrality”

  1. Recentemente una persona che conosco si è vista cancellare il profilo google, con annessa gmail e servizi collegati, senza preavviso. Potrebbe essere un “errore” eppure, sarà sempre meno tollerabile la scomparsa dal web (visto anche che stanno collegando i risultati dei motori di ricerca alle identità dei profili g+). La portabilità dei profili con migrazione ad altri servizi potrebbe in effetti metterci una pezza.

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