e-Democrazia in outsourcing

Arianna Huffington nel suo intervento allo IAB (leggo su twitter) ha detto che i politici hanno sempre cercato di manipolare la stampa e meno male che c'è internet con i social media.

Nel frattempo continua la "Black-pocalypse", i problemi a blackberry che si protraggono da giorni e causano interruzioni di servizio praticamente in tutti i continenti. Un blackout informativo su scala globale, le cui cause non sono note.

 

Meno male che ci sono i social media, dice la Huffington. Certo, fintanto che cio' che diciamo, facciamo o le persone con cui ci relazioniamo non entrano in risonanza (negativa) con le linee ammissibili da chi controlla il mezzo.

Affidiamo a loro, in outsourcing, la garanzia democratica dei nostri diritti di cittadini (e di soggetti economici)

Certo, le corporation che li gestiscono hanno a cuore la nostra liberta… i nostri diritti…, ci pensano loro a tutelarli… in tutto il mondo. Sono loro che implementano il sistema di garanzie che una societa' civile (prima) si dava con un processo democratico. 

 

I Social Network sono dei ciclopici e monolitici moloch cui consegnamo i nostri pensieri e relazioni.

Pensiamo al dito dello scambio tra di noi e ci culliamo nell'illusione che quando denunciamo un misfatto sia grazie allo strumento democratico e disintermediato, quasi anarchico.

Non vediamo invece la luna del single point of failure/control planetario (che pure la black-pocalipse ci mette in evidenza), la cui sovranità ci è invece totalmente estranea.

 

Penso che dovrebbe far riflettere sul modello di Internet che stiamo costruendo che è molto diverso da quello dell'IETF e dei protocolli, dell'Internet che, personalmente, amo.

Quello in grado di resistere ai malfunzionamenti come alle censure perche' i server ed i servizi sono distribuiti.

Meno male che c'e' internet, peccato non ci sia più usenet.

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11 thoughts on “e-Democrazia in outsourcing”

  1. …ricordo ancora quando si scriveva contro il walled garden di AOL…e adesso siamo tornati quasi lì, inconsapevolmente (o incoscientemente)

  2. L’unica altra cosa in cui si potrebbe riporre speranza è il 47.1:
    ————-
    All’articolo 32, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: “ferroviarie e stradali” sono sostituite dalle seguenti:
    “ferroviarie, stradali e relativo a opere di interesse strategico”.
    ————–
    L’articolo mette a disposizione 1000 milioni di euro tra il 2013 e il 2016 e questo decreto ampierebbe l’utilizzabilità per infrastrutture strategiche anche non ferroviarie o stradali…
    Per il resto ho notato anche io che la parola “internet” non è menzionata 🙁

  3. “L’articolo X della Legge Z è ora interamente sostituito dall’articolo Y” invece di “all’articolo X della Legge Z le parole Y sono sostituite dalle parole W”. Non si capisce mai una mazza nelle leggi (e io faccio l’avvocato, figurarsi chi non è un tecnico).

  4. Dimenticavo “l’art. 1342 comma II del Codice Civile è aborogato” (la doppia firma per le clausole vessatorie in moduli o formulari). È una iattura per tutti coloro che fanno contratti online di qualsiasi tipo e non c’è simile istituto in nessuna parte del mondo.

  5. direi che il titolo è azzeccatissimo: MNTI
    la vocale mancante è la forma della nostra bocca a leggere quel pdf.. :O
    (per ora, speriamo)

  6. Beh, però art. 29 comma 3 dice:
    “Detti risparmi, compatibilmente con le esigenze di pareggio di bilancio, sono destinati alla
    ristrutturazione delle aziende già destinatarie della contribuzione diretta, all’innovazione
    tecnologica del settore, a contenere l’aumento del costo delle materie prime,
    all’informatizzazione della rete distributiva.”
    meglio di niente no?

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