Mania instant book

Grazie per l’apprezzamento, davvero, e soprattutto ridirigo alla redazione.

nato con un grande lavoro di squadra tra le 10 di mattina e le 4 di notte, con i colleghi che si facevano in quattro per collaborare….

Mania instant book: domani col Corriere Della Sera speciale su Steve Jobs « Stampacadabra.

Mantenendo lo stesso soggetto, Il Sole 24 Ore si è superato, proponendo un instant book completamente digitale, sfogliabile online o scaricabile in PDF, al costo di 3 euro: lo si acquista solo su Shopping24, e vale decisamente la pena (per chi oltre a leggere si vuole anche emozionare).

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19 thoughts on “Mania instant book”

  1. mmm la copertina sembra una brochure Apple…
    sarebbe bello se i giornali vendessero informazioni e non comunicati stampa di aziende…
    Una fastidiosa tendenza che ho trovato anche nella rubrica tecnologica di repubblica.it
    E per carita’. lo dico da possessore soddisfatto di due mac.

  2. In questi Instant Book su uno Steve Jobs appena scomparso ho qualche difficolta’ a trovare la linea di confine tra la volontà di fare informazione con un lavoro giornalistico di sicura qualita’ e l’obbiettivo di fare cassa con un’iniziativa editoriale di sicuro effetto

  3. Appena comprato con MobilePay e scaricato il PDF, complimentoni, stasera me lo carico sul kindle (anche se certamente non è ottimizzato). Ho due domande: perché non avete fatto un ePub? E, se posso, quanto rimane al Sole dei 3 euri pagati a TIM?

  4. alessandro longo

    Non è immediatamente valida in tutta Italia (per quello servirebbe un intervento normativo). Per ora si va avanti di causa in causa per avere il rimborso e il diritto a non pagare in specifici casi

  5. La voce che avevo sentito era che stipulando un nuovo contratto la tassa non viene più applicata. (così è stato riportato da un commerciale tim a un mio conoscente, ma mentra il mio conoscente è abbastanza affidabile il commerciale tim….?)

  6. confermo cosa dice alessandro: si sta andando avanti di causa in causa. le amministrazioni pubbliche, ad esempio, stanno continuando a vincere a mani basse
    d.

  7. Sono un accanito sostenitore degli abbonamenti. Il motivo è semplice, sono un tech-addicted (adoro gli smartphone) e trovo molto convenienti le offerte in abbonamento (specie quelle di un operatore) che ti permettono di portarti a casa un device a un nulla e di godere di tariffe di favore.
    La tassa non la capisco. Non tanto come strumento per acquisire il gettito ma per gli effetti distorsivi sul mercato. Perché lo stato vuole incentivare le ricaricabili?? Qualcuno mi sa rispondere.
    Sono contento se la tolgono, ma sono di parte ovviamente 😀

  8. fu cosi' una volta.
    la tassa era il default.
    grazie ad una interpretazione un po' tirata, si considero' che nelle ricaricabili non ci fosse, di fatto lasciando per queste solo una tariffa pay per use che poi, fu la ragione del mostruoso successo della telefonia cellulare in italia, piu' che in altri paesi..
    ciao, s.

  9. C’è anche da dire che gli operatori sono stati i primi a non spingere gli abbonamenti. Ora la situazione sta cambiando perchè con i margini sempre più risicati gli abbonamenti sono utili per legare il clienti, vedasi i cellulari inclusi. La cosa un po’ strana è che negli abbonamenti dati non è prevista la tassa…

  10. Se consideriamo la situazione attuale, gli operatori che lavorano meno con gli abbonamenti devono ringraziare lo stato. Non conosco i bilanci dei vari provider di telefonia mobile, ma così su 2 piedi direi che la Tre soffre di un evidente svantaggio competitivo.
    Grazie Stefano per la risposta 😀

  11. @Marco. Che la tassa sia un freno è fuor di dubbio. Allo stesso tempo non vuol dire che tutti passerebbero ad un abbonamento se non ci fosse la tassa, tenere sotto controllo la spesa ha comunque un valore, in molti Paesi il prepagato è arrivato più tardi ed è cresciuto molto.
    Ma il punto fondamentale è che la tassa rappresenta oggi un grosso freno all’innovazione (servizi, contenuti, device e transazioni), soprattutto col ruolo che hanno oggi i servizi dati ed è da sempre un costo aggiuntivo per tutti (operatori, clienti) senza ritorni.

  12. Ummm, per me la causa principale che ha portato alla forte diffusione (anzi all’invenzione tutta italiana) del prepagato è stata l’esperienza della clonazione del TACS e i timori che derivarono dalla tassa sul fisso per le linee fisse nelle seconde case.
    Ora i timori per il fatto che nessun operatore ti permette di limitare il conto (stile bancomat) non mi pare siano più presenti, quindi direi che pesa la tassa, la sfiducia generica vs. l’operatore, il po’ di panico per i RID e il fatto che le offerte ricaricabili sono abbastanza sofisticate. Inoltre anche gli analisti hanno, bene o male, capito che si possono fare soldi anche così e che l’abbonamento non è sempre il bene assoluto.

  13. Sicuramente se non ci fosse sarebbe meglio ma comunque oltre una certa soglia di spesa gli abbonamenti convengono, con o senza tassa. Meno male che almeno sugli abbonamenti solo dati la tassa non è prevista. Secondo me se gli operatori spingeranno gli abbonamenti (magari molto meno costosi) questi aumenteranno anche se rimarrà la tassa.

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