Metroweb, Telecom e la rete in fibra

Banda larga, affondo di Metroweb "La rete ultraveloce la facciamo noi" – Repubblica.it.

La F2i ha in pancia un gioiellino: si chiama Metroweb ed è la società proprietaria di una rete di cavi lunga 7.000 chilometri tra Milano e la Lombardia. Cavi tutti in fibra ottica di quelli che assicurano alle famiglie connessioni Internet degne di un Paese civile. Dice Gamberale: "Possiamo replicare in tutta Italia quello che abbiamo già fatto, e bene, a Milano e in Lombardia

Ma de che stamo a parla' ? il mio amico Alberto lo chiamerebbe smokeware

I numeri sono importanti… Telecom Italia, in Italia, ha

  • 112 milioni di chilometri di cavi in rame e
  • 4,3 milioni di chilometri di cavi in fibra.

ovvero una rete in rame che è 16000 volte piu' estesa di quella di metroweb e una rete in fibra che è 614 volte quella di Metroweb

oddio, magari un po' di scavi e qualche stesura la faranno e avremo argomenti da parlarne nei convegni stile "il processo alla fibra" del 2012; ma come proporzioni è un po' come dire che DR Motor è un gioiellino che può rilanciare i fasti della Fiat…

penso che il fatto è che non ci sono i quattrini …Condono, suggestione del premier – LASTAMPA.it.

la decisione del premier di promuovere sul campo Romani (titolare dello Sviluppo) a collettore delle misure sulla crescita che verranno inglobate nell’apposito decreto. Il ruolo di coordinamento risarcisce Romani dallo «scippo» di Tremonti, che ha dirottato su Carabinieri e Polizia, quanto ricavato dalla vendita delle frequenze tivù.

(ovviamente non tivù ma telefonini) guardatevi i sottoscrittori di F2I. vi sembra gente che non sia a caccia di moneta ?, a parte la CdP, e sui soldi della CdP ci sono puntati gli occhi di tutti, ma proprio di tutti…

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7 thoughts on “Metroweb, Telecom e la rete in fibra”

  1. Mario De Filippo

    Parlo da pagano non informato, quindi mi scusera’ se dico nonsense….
    Ma non si puo’ fare quello che sta facendo Lepida in Emilia-Romagna, in ogni regione? Ente regionale costruisce la nuova rete con fondi regionali, poi i privati entrano in campo. End of story.
    So che c’e’ qualcosa di simile in Trentino.
    Invece di aspettare le telco o i soliti specchietti per le allodole del governo/AGCOM, non ci si puo’ muovere su questi binari? Ogni regione ha situazioni geografiche/economiche/tecnologiche differenti che richiedono interventi differenti, perche’ non lasciare alle regioni il compito di risolvere la matassa? Per me e’ piu’ facile che una regione investa nel cablare il proprio territorio che una telco si sforzi di raggiungere aree a fallimento di mercato solo perche’ lo vuole l’Agenda Digitale.

  2. Certo che vedere il vecchio Gamberale che ricicla gli avanzi di gestione di un fallimento come quello di Socrate come il nuovo che avanza fa proprio tenerezza.
    Poveri “manager” pubblici senza più un’IRI; vorrebbero fare i “capitani coraggiosi”, ma…
    @Stefano: se cancelli, capisco 😉

  3. Scusate, ma perchè Telecom Italia (Bernabè) sostiene a spada tratta Gamberale e Metroweb come veivolo per la NGN perchè si tratterebbe di investitori privati e non dello “Stato” quando gli azionisti di Metroweb sono F2i , A2A e Banca Intesa San Paolo e quindi lo Stato (o le PA) è “ben presente” in F2i (attraverso la Cassa Deposti e Prestiti) e in A2A (quota di controllo dei Comune Milano e Comune Brescia)? A me pare un controsenso (vorrei dire un’ipocrisia ma non lo dico!! 🙂 )spacciare Metroweb come un’azienda privata al di là di come dice Stefano che l’estensione della sua rete è imparagonabile a quella di Telecom Italia

  4. Luca, prima di credere che Bernabé difenda addirittura “a spada tratta” una cosa del genere dovrei non solo sentirlo, ma anche vederlo firmare un qualsivoglia impegno in questo senso. Secondo me la “notizia” è chiaramente inventata a partire dall’abbandono del Tavolo Romani da parte degli operatori di TLC.
    Immagino che ci sia qualcuno interessato a spingere l’opinione pubblica a pensare che ci sia una soluzione come questa, che però non esiste. Nel breve-medio periodo credo che l’unica rete d’accesso in fibra disponibile ad un limitato numero di clienti di poche città rimarrà quella di Fastweb.

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