Apple e la garanzia di due anni: Altroconsumo (Pierani) a palle incatenate (aka “non cliccate quella M”)

L’angolo di Pierani (con video di un negoziante che vuole “vendere” la garanzia di 2 anni)

Della questione ho già parlato qui nel blog.
Ora, visto che Apple, nonostante la sanzione da parte dell’Antitrust,
non pare avere alcuna intenzione a modificare il proprio comportamento
scorretto e lesivo dei diritti dei consumatori alla garanzia di
conformità biennale, Altroconsumo le ha inviato oggi una diffida
preliminare ad inibitoria e così, allo stesso modo, anche 11
associazioni di tutta Europa
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11 thoughts on “Apple e la garanzia di due anni: Altroconsumo (Pierani) a palle incatenate (aka “non cliccate quella M”)”

  1. Continuo a non capire. Qualcuno vuole davvero sostenere che se si rompe il tasto di un portatile nei primi due anni si tratta di difetto di conformità? In bocca al lupo a Pierani, ne avrà bisogno.

  2. Invece è così rientra fra i difetti di conformità:
    22. La conformità al contratto di vendita si presume laddove i beni di consumo: i) siano idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo; ii) siano conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedano le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello; iii) presentino la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura; iv) siano altresì idonei all’uso particolare richiesto dal consumatore al venditore al momento della conclusione del contratto e di cui il venditore abbia preso atto anche per fatti concludenti.
    25. Il Codice del Consumo stabilisce che il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita (art. 129). In caso di difetto di conformità (prodotti difettosi, che funzionano male o non rispondono all’uso dichiarato dal venditore o al quale quel bene è generalmente destinato) che si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene, il consumatore deve denunciarlo al venditore entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto (art. 132, comma 2).
    26. Il consumatore ha diritto, senza spese, alla riparazione o sostituzione entro un congruo termine dalla richiesta, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (art. 130, comma 2). In particolare, dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore resta obbligato ad attuare il rimedio richiesto dal consumatore, salvo accettazione da parte del consumatore di un rimedio alternativo, ovvero, qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, questi deve accettare il rimedio offerto o sceglierne un altro (art. 130, comma 9). Tali disposizioni vanno interpretate anche alla luce di una disposizione di carattere generale, l’art 1375 c.c., ai sensi del quale il contratto va eseguito secondo i principi di correttezza e buona fede7.

  3. Certo, siamo d’accordo che secondo l’AGCM è così. Io continuo a contestare la loro interpretazione. Per loro, qualunque guasto non causato dal consumatore è difetto di conformità, ma io contesto proprio questo, perché penso che questa interpretazione non spiega come mai il legislatore si sia preso la briga di definire il concetto stesso di “difetto di conformità”.

  4. Ah ho trovato. Avevo scommesso che la sanzione AGCM avrebbe sanzionato solo la comunicazione errata e non modificato l’impianto della garanzia commerciale addizionale Apple Care, mentre invece non è stato così. Vedrò di sdebitarmi 🙂

  5. Per chi non ha seguito al discussione, ribadisco l’interpretazione che a me sembra più corretta. E’ quella più o meno riportata qui:
    http://www.b2b24.ilsole24ore.com/itechstudio/articoli/0,1254,4s5009_ART_48736,00.html
    Garanzia legale: 2 anni. La garanzia per i difetti di conformità, o vizi o mancanza di qualità promesse, riguarda un problema che il bene ha presentato sin dall’origine: ad esempio un processore non raggiunge la frequenza di clock promessa dal venditore. Anche se te ne accorgi dopo 18 mesi.
    Garanzia commerciale: detta anche “garanzia di buon funzionamento” ha, invece, un oggetto diverso: non garantisce l’assenza di vizi originari, ma il fatto che non si presentino vizi per effetto dell’uso protratto nel tempo. La garanzia di buon funzionamento, insomma, tutela il consumatore dalle usure per effetto del funzionamento.
    Se questa interpretazione è quella giusta (come penso io), mi sembra il caso del tasto M rientri perfettamente nel secondo caso di copertura, e non sia quindi coperto da garanzia legale.
    Un’altra nota: la garanzia legale è disciplinata anche a livello EU da una direttiva, poi ovviamente recepita nel nostro ordinamento dal codice del consumo. Il nostro codice del consumo riporta la stessa definizione di “difetto di conformità” (traduzione quasi perfetta della direttiva dall’inglese), e riporta i 24 mesi come limite. In Finlanda, la garanzia legale ha durata *illimitata* (http://www.euroconsumatori.org/16849v20192d20202.html). Questo perché il legislatore evidentemente aveva chiara il differenza tra difetto di conformità e guasto. Se fossero la stessa cosa, sarebbe insensato legiferare che i guasti debbano essere riparati gratuitamente per sempre.

  6. E’ bella questa difesa del consumatore e il fatto che una sola azienda abbia capito la legge in modo diverso da tutte le altre ricorda quella barzelletta dell’auto contromano sull’autostrada, anche se la legge non è così chiara come dovrebbe essere, anche considerando quello che è costa farle scrivere.
    Però, dato che oltre ad essere un consumatore sono anche un essere vivente su un pianeta che è fatto a modo suo, mi piacerebbe che ci fossero leggi per favorire la riparabilità degli oggetti, contro l’obsolescenza programmata e “preventivata”, per liberare i FW e i SW quando il costruttore non intende più occuparsene, ecc. ecc.
    MMMMMMMMMM, poi magari è vero che è tutta colpa del consumatore che usa male la tastiera 🙂

  7. Giovanni, il tuo link al sole è pre-2005, quando hanno riformato il codice del consumo. E’ per questo che vi confondente.
    @Bubbo, non è solo un’azienda. Questa pratica è comune ad altri blasonati produttori. Quindi è quantomai importante che l’AGCM faccia il suo lavoro e lo faccia bene.

  8. Quale sarebbe secondo te il tempo limite entro il quale si può parlare di difetto di conformità per un tasto?
    Se il primo giorno che scrivo qualcosa sulla tastiera si rompe?
    Se lo fa dopo 10 volte che la uso?
    Se lo fa dopo 1 mese? 1 anno? 2 anni? 10 anni?
    Se tu l’hai usata per scrivere e l’hai usata in maniera “corretta” (non hai usato un martello) e si rompe prima di due anni mi sembra chiaro che non sia conforme: serve a scrivere, se non lo fa per almeno 2 anni non può essere “conforme”.
    Prova a spiegarci il tuo punto di vista di cosa è il difetto di conformità, invece di contestare quello degli altri.
    Secondo il mio punto di vista se compro uno strumento e lo uso “come si deve” allora tutte le parti non chiaramente “consumabili” di questo strumento devono permettermi di usarlo almeno per 2 anni. Non penso che una tastiera si possa classificare come consumabile.

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