Il governo vorrebbe dare tutti i poteri in materia di Internet all’AGCOM

se non capisco male, dalla bozza indicata qui sotto, sarebbero tutti i diritti in materia di società dell’informazione, quindi copyright, commercio elettronico, servizi online; comprendendo anche la possibilità di ” completa disabilitazione dell’accesso al servizio telematico” nei casi in cui le “violazioni dovessero ripetersi” (anche cose tipo la pubblicazione gratuita online senza controllo delle rassegne stampa per anni ?…)

non son un giurista per cui devo capire la congruita’ con l’ordinamento e ci metto un po’… mo’ la analizzo per bene… stay tuned

Agcom, ecco la bozza per normare per decreto il diritto d’autore su Internet – LASTAMPA.it.

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17 thoughts on “Il governo vorrebbe dare tutti i poteri in materia di Internet all’AGCOM”

  1. Certo, bisogna considerare anche che la situazione in cui e’ stato eletto Rossi e’ diversa da oggi. e che adesso c’e’ da presentare il piano triennale, e che adesso Pirelli e’ in uscita (prima voleva solo tirare dentro anche murdoch) e che …

  2. Se le “violazioni dovessero ripetersi”… chissà che regola decideranno di applicare:
    “Alla prima che mi fai…”
    “La prima si perdona…”
    “Three strikes out…”
    O l’italianissimo “Dipende…” ?

  3. Ecco accontanti quelli che chiedevano di ficcanasare sulle nomine! Grandi poteri non si creano certo per poi affidarli al primo che capita.
    Tutta questa libertà per il democratico e costituzionale censore è un possibile segno che le prossime nomine potrebbero essere accurate, molto accurate, anzi su misura.

  4. Se ho ben inteso per i privati (bloggers compresi) la questione dovrebbe essere risolta, di norma (nella maggior parte dei casi), bonariamente con la procedura extragiudiziale prevista dal regolamento. Naturalmente gli ISPs, già in quella sede, saranno tenuti ad intervenire immediatamente in caso di palese violazione delle norme in materia di copyright, pena l’assunzione di responsabilità di cui agli articoli 14, 15, 16 e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. Il problema circa la valutazione del contenuto “palesemente illecito” sarà dunque, in prima battuta (nella fase extragiudiziale), degli ISPs; è facile prevedere che questi (gli ISPs), dopo aver “notificato” all’uploader la segnalazione ricevuta dal titolare dei diritti, interverranno contestualmente con la rimozione del contenuto uploadato nel caso in cui essi stessi (gli ISPs) lo ravviseranno manifestamente illecito. Negli altri casi attenderanno l’eventuale “contronotifica” dell’uploader per conoscere se la fattispecie concreta denunciata possa essere considerata lecita o comunque fra le eccezioni ammesse dalla stessa legge sul diritto d’autore. In quella sede si cercherà fra tutte e tre le parti un accordo e l’AGCom farà in modo che si raggiunga una soluzione stragiudiziale e bonaria senza più arrivare in sede giudiziaria. Nel caso in cui l’uploader si opponga alla avvenuta rimozione del contenuto da egli uploadato sarà suo onere avviare un giudizio per far valere i suoi diritti derivanti da contratti da egli stipulati con i titolari dei diritti o dalle eccezioni previste dalla stessa legge sul diritto d’autore. In tal caso gli ISPs dovranno valutare, in concreto, se sostenere ad adiuvandum il proprio cliente o prendere le distanze da esso per non incorrere a loro volta in responsabilità per concorso. Dal tenore del testo, comunque, sembrerebbe che le sanzioni previste dall’articolo 1, commi 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249, siano a carico dei grandi ISPs che si avvantaggiano massivamente di violazioni della legge sul diritto d’autore (per cui l’accertata inottemperanza agli ordini e diffide impartite dall’Autorità farebbe scattare l’illecito amministrativo). Parimenti solo nei casi di particolare gravità o di reiterazione delle condotte illecite, l’Autorità dovrebbe disporre la disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633. Anche in questo caso ritengo che la norma si riferisca a grandi ISPs che traggono profitto da violazioni massive della legge sul diritto d’autore (e che dunque possono economicamente permettersi di non rispettare ripetutamente ordini e diffide impartite dall’Autorità). E’ tuttavia una opinione che ho maturato leggendo il provvedimento velocemente e senza approfondire le sue implicazioni. Mi farebbe piacere leggere l’interpretazione anche di altri.

  5. francamente sono contento non essere piu' in I.NET e dover decidere se togliere un server dalla rete (e rischiare una causa dal cliente) o lasciarlo (e beccarmi una sanzione da agcom).
    trovo che non ci sia nessun incentivo per evitare che chiunque inondi agcom di denunce, con verifiche "sommarie".
    il DMCA ha un bilanciamento implicito e toglie strutturalmente la responsabilita' agli intermediari o ad autorita'. il problema sta tra le parti, una colpevole di spergiuro in caso di falso e l'altra colevole di violazione in caso di correttezza dell'addebito.
    questa e' una garanzia contro l'abuso dello strumento che mi pare qui manchi totalmente.
    il giorno dopo l'entrata in vigore del tale regolamento, in astratto, io potrei lanciare emule, loggare qualche decina di migliaia di indirizzi IP (disinteressandomi totalmente di cio' che fanno) e denunciare qualche decina di migliaia di indirizzi IP ad AGCOM asserendo che si stavano scambiando un file con un mio scritto, senza il mio permesso.
    essendo indimostrabile, cosa rischio ?
    per non parlare poi del fatto che l'inibitoria di un servizio circolato a livello internazionale passa per la Commissione UE e per quelli solo italiani (ma che efficacia puo' avere ?) con l'inibitoria agli ISP si va a toccare quanto disposto dalla giurisprudenza SABAM/Scarlet.
    io resto della mia, IMHO la strada migliore e' sospendere i pagamenti. (e comuqnue, l'enforcement senza mantenere i diritti degli utenti, va solo a vantaggio delle grandi piattaforme internzionli, con buona pace della nostra industria che non vede oltre il dito)

  6. Nel caso indicato si rischia una azione di risarcimento per aver causato un danno ingiusto a quella decina di migliaia di indirizzi IP per i quali non è stato provato che stessero commettendo alcun illecito, come chiunque accusa altri ingiustamente e poi viene querelato per calunnia o citato per diffamazione.
    Per quanto riguarda la giurisprudenza SABAM/Scarlet credo che il compito di AGCom sia proprio quello di trovare una soluzione stragiudiziale e bonaria rispondente ai principi enunciati dalla CGUE, in primis quello di proporzionalità e rango dei beni giuridici da tutelare a cui ha fatto riferimento il Presidente Calabrò nel suo speech al Senato. E questa strada pare ancor più auspicabile nei casi in cui vi siano elementi di extraterritorialità (che creerebbero, se si arrivasse in sede giudiziaria, non pochi problemi di giurisdizione e legge applicabile).

  7. ma io non denuncio una persona, ma un indirizzo IP che e' dinamico! e poi mi dimostrino che non lo stavano facendo !
    e poi non verrebbe bloccato da AGCOM ma solo notificato via mail che probabilmente ha commesso una infrazione !
    e anche, in effetti se uno dei tali indirizzi IP fosse di un avvocato, questi magari poterbbe querelarmi, ma una persona qualunque andrebbe da un avvocato per cio' ? e ancora, in un file scambiato su P2P non sempre c'e' dentro quello che il nome del file suggerisce. come fa l'ipotetetico "reo" (il cui indirizzo ip, ricordo, lo prenderei da emule e quindi probabilmente ha la coscienza sporca) ad escludere che nel P2P che faceva ci fosse (magari a sua insaputa) un tale mio prodotto ? e uno il cui indirizzo IP stava su emule, andrebbe ad affermare che si, faceva P2P ma non per il mio file, autoaccusandosi ? o negherebbe di fare P2P mentendo ?
    io resto della mia opinione…

  8. Credo che il buonsenso dell’AGCom e di qualsiasi altra Autorità (di P.S. e giudiziaria) induca ad archiviare segnalazioni palesemente destituite di fondamento o di idonei elementi indiziari (senza neanche inviare notifiche che creerebbero inutile allarmismo e magari anche la controffensiva di qualcuno puntiglioso in grado – lui sì – di provare che stava condividendo materiale libero).

  9. Il punto che più mi preoccupa è che gli ISP dovranno giudicare se il contenuto del mio sito (ad esempio)sia illecito.
    Cosa garantisce che queste strutture siano fornite del personale preparato ed adeguato numericamente per svolgere una mansione così delicata.
    Se mi tolgono dai DNS (o qualsiasi altro provvedimento) un sito commerciale possono causarmi danni molto gravi. E con i tempi della giustizia nostrana ho paura che rischieranno di mandarmi in fallimento.
    Il “palesemente illecito” è una misura vaga a mio avviso.

  10. Nel caso in cui fosse la Quinta Entertainment inc a fare le segnalazione si aprirebbe anche da noi lo scenario da “Guerre stellari” che si è avuto in USA per il caso VIACOM vs Google’s YouTube.

  11. Effettivamente la valutazione lasciata all’ISP potrebbe tradursi in un arbitrio; tuttavia oggi ogni ISP dovrebbe avere consulenti legali all’altezza in grado di consigliarli al meglio (e ciò a prescindere dall’entrata in vigore del regolamento AGCom).

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