Verso un pasticcio nelle nomine AGCOM ?

Marco Orofino, ricercatore di diritto costituzionale all’università di Milano, ha pubblicato su Medialaws un articolo che dà molto da pensare

I cambiamenti introdotti con il SalvaItalia sulle leggi circa le nomine AGCOM. potrebbero consegnare tutta l’autorità alla maggioranza parlamentare. (le regole precedenti consentivano una ripartizione degli eletti a maggioranza e opposizione)

cerco di semplificare cosa ho capito:

Con il SalvaItalia i commissari passano da 1+8 (1 presidente + 8 consiglieri) a 1+4

Al fine di perseguire il contenimento della spesa complessiva per il funzionamento delle Autorità amministrative indipendenti il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è ridotto da otto a quattro, escluso il Presidente.
Conseguentemente il numero dei componenti della commissione per le infrastrutture e le reti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è ridotto da quattro a due, escluso il Presidente, e quello dei componenti della commissione per i servizi e i prodotti della medesima Autorità è ridotto da quattro a due, escluso il Presidente

La legge che dice come vanno nominati, però non è cambiata ed è ancora disegnata su 1+8

il presidente lo sceglierà Monti:

decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri d’intesa con il Ministro delle comunicazioni

per gli altri 8

il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati eleggono quattro commissari ciascuno, i quali vengono nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e ciascun deputato esprime il voto indicando due nominativi, uno per la commissione per le infrastrutture e le reti, l’altro per la commissione per i servizi e i prodotti

(In Agcom ci sono due commissioni: “infrastrutture e reti” e “servizi e prodotti”)

La prima parte della norma sul voto viene abrogata dalla nuova norma nel SalvaItalia, per cui rimane solamente in vigore:

Ciascun senatore e ciascun deputato esprime il voto indicando due nominativi, uno per la commissione per le infrastrutture e le reti, l’altro per la commissione per i servizi e i prodotti

Spiega Orofino:

ciascun deputato e ciascun senatore continua, infatti, a esprimere il voto indicando due nominativi, uno per la Commissione per le infrastrutture e le reti e uno per la Commissione per i servizi e prodotti. Come prima, quindi, saranno eletti da ciascuna Camera i candidati che riceveranno più voti, ma non più i due più votati per ciascuna Commissione, ma uno solo. Questa modifica piccola produce un cambiamento enorme e, forse, inaspettato. Mentre, infatti, prima del decreto “Salva Italia”, la legge n. 249 del 1997 consentiva,attraverso la combinazione del numero di commissari da nominare e del meccanismo di voto, a maggioranza e opposizione una teorica “scelta” paritaria; ora la maggioranza parlamentare può procedere, se lo desidera, all’elezione di tutti e quattro i Commissari senza il concorso dell’opposizione

Il resto dell’esposizione di Orofino è ababstanza tecnico circa il cambiamento che la riduzione dei componenti comporterà sulle modalità di funzionamento interno della prossima AGCOM e fa un esempio sull’enforcement del diritto d’autore:

A titolo d’esempio, e solo per citare un caso particolarmente d’attualità tra i tanti disponibili, se l’AGCOM adotterà il regolamento sul diritto d’autore secondo lo Schema sottoposto a consultazione, sarà la Commissione servizi e prodotti (e non il Consiglio) a decidere della rimozione selettiva dei contenuti illegali.

e conclude

Tra poco più di un mese il Parlamento e il Governo dovranno procedere alla costituzione della nuova Autorità. Il rischio è che si arrivi ad una nomina dei nuovi Commissari senza una correzione legislativa che, invece, appare imprescindibile. Si può, dunque, anche riflettere su una correzione minima e transitoria. In questo caso si potrebbe approvare una norma che, da un lato, attribuisca la nomina di una Commissione al Senato e dell’altra Commissione alla Camera, e, da un altro, assegni un unico voto a ciascun deputato e senatore.

In modo tale che, nell’attesa di una riforma complessiva che appare comunque necessaria, si salvaguardi almeno la nomina plurale dei membri dell’AGCOM.

C’e’ un altro modo per garantire il pluralismo, quello di mettersi d’accordo tutti prima su tutto e ratificare in parlamento

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