Come funziona internet ?

un distillato delle basi, in venti paginette scritte belle grandi ed illustrate, dal centro NEXA: ComeFunzionaInternet.pdf.

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15 thoughts on “Come funziona internet ?”

  1. Molto bello!
    Finalmente un bel documento in italiano così quando la gente mi chiede “ma come funziona Internet?” posso dirigerla lì e non rispondere più “molto bene!”

  2. Emilio Tonelli

    Il documento è bello ed utile a chi non è “addetto ai lavori” per capire per sommi capi (molto “sommi”) come funzionano alcune tecnologie base su cui si fonda l’Internet attuale. Sicuramente è apprezzabile l’impegno profuso ma le approssimazioni sono, purtroppo, molte. Anche per un non tecnico alcuni dettagli potrebbero essere interessanti e si legano molto bene ad alcuni temi non tecnici che lei tratta spesso sul suo blog.
    Se è possibile contribuire (non ho approfondito), lo farei molto volentieri.

  3. l’elettronica da oltre 40 anni procede incessante al ritmo di un raddoppio di prestazioni o dimezzamento costi ogni 18 mesi (legge di Moore), 20 anni sono 240 mesi e quindi sono 13 raddoppi e cioè oggi è possibile fare con un Euro cio che nel 1992 necessitava di 8000 Euro.
    se un problema si può risolvere aggiungendo intelligenza sul “client” prima o poi si farà di sicuro, chi produce l’elettronica ha tutto l’interesse a potenziare i client … meno l’elettronica lato centrale che ha volumi di svariati ordini di grandezza inferiori (e chi utilizza l’elettronica di consumo anche sul lato centrale può quindi avere costi di setup di ordini di grandezza inferiori a chi si ostina a volere elettronica “carrier grade”)
    l’incidenza del costo dell’elettronica sul trasporto rispetto al costo delle infrastrutture passive sottostanti nella pila ISO/OSI (layer-0 mezzo trasmissivo, layer-1 cavidotto, layer-2 territorio) non solo è divenuta lineare (se ho un cliente compro una elettronica se ho due clienti ne compro due e cosi via eliminando quindi completamente le economie di scala legate alla commutazione elettronica e scollegando l’elettronica dalle problematiche di “take”) ma sta diventando nulla rispetto al costo della parte passiva che a sua volta è fortemente sbilanciata sulla parte edile (cavidotti, palificazioni, edifici) rispetto a quella del mezzo trasmissivo.
    solo gli incumbent sperano di richiudere il vaso di pandora (vedi iniziativa ETNO) e di riavere il pieno controllo del traffico che però è sempre più controllabile dal solo client che può realizzare strategie complicabili a piacere all’insaputa dei carrier.

  4. Concordo con Lannister… 144kbit oggi non si possono chiamare broadband. Se ci perdiamo in “tecnicismi” anche un modem 56kbit è broadband, ma oggi giorno, se non sono almeno 2mbit non sono “banda larga”.
    Molti siti non sono “navigabili” con quella velocità, non parliamo poi di guardare video che dovrebbe essere l’applicazione “broadband” per eccellenza! 144kbit è meno di quello che può teoricamente fare il GPRS e praticamente si fa con EDGE che non mi pare siano definibili “broadband”.

  5. E a proposito dell’Olanda… (off topic)
    http://www.numerama.com/magazine/24799-bruxelles-annonce-la-mort-d-un-internet-identique-pour-tous.html
    Che ne pensi? Che la Kroes ha bisogno di concludere qualcosa prima del 2014 e che sotto sotto era una liberale senza il coltello affilato lo si sapeva, ma mammia mia quanti argomenti farlocchi.
    “selon moi, l’intérêt public ne s’oppose cependant pas à ce que les consommateurs s’abonnent à des offres internet limitées, plus différenciées, éventuellement pour un prix moins élevé”
    Non so a che interesse pubblico si riferisca… Non conosco nessuno che vorrebbe internet limitato, a qualsiasi prezzo. Nessuno.

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