Crisis ? what crisis ?

Se si analizzano i dati infatti si può notare che, negli ultimi anni, gli incassi al botteghino non sono diminuiti, arrivando nel 2014 a segnare uno dei record storici dell'industria cinematografica. A dirlo è la Mpaa, l'ente americano formato dalle stesse compagnie cinematografiche che più di tutti in questi anni hanno combattuto la guerra alla pirateria. Dal 2009 al 2014 su scala internazionale si è registrato un incremento del 33% degli incassi per le sale. Un dato che si spiega anche con la ascesa di paesi quali il Brasile, la Russia e la Cina che sono, paradossalmente, sempre secondo la Mpaa, alcuni degli stati in cui la pirateria digitale è più forte.

via inchieste.repubblica.it

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13 thoughts on “Crisis ? what crisis ?”

  1. Grazie per la citazione.
    Nelle prossime settimane dovremmo pubblicare i dati aggiornati per il 2007 dei principali indicatori (pressione fiscale, debito pubblico, spesa pubblica, etc).
    Il sito ha richiesto un gran lavoro per reperire tutti i dati da fonti ufficiali (oltre 110 documenti), che sono stati catalogati e riclassificati con le stesse unita’ di misura per renderli omogenei.

  2. Vincenzo Vicedomini

    … Titolo appropriato … degno dei Supertramp …
    Non so, ma a vedere i dati direi che fare la guerra al P2P è semplicemente un passatempo per le majors discografiche. In più dse gli introiti vengono sempre dalla distribuzione tradizionale si dimostra che, nonostante il P2P, questa regge. Per la verità c’è da dire che chi fruisce dei contenuti musicali via P2P in genere compra buona parte di ciò che scarica perchè il vero fruitore di contenuti musicali è soprattutto un collezionista.

  3. Vincenzo Vicedomini

    Inchiostro Simpatico, se guadagnassi abbastanza da poter pagare un risarcimento alle majors forse sarei parente stretto di Bill Gates o Steve Jobs … L’alternativa di lavorare per pagare un eventuale risarcimento, per le prossime 40-50 reincarnazioni non credo dia certezze di bilancio :-).

  4. Vincenzo, gli americani hanno venduto per anni mutui subprime (ovvero debiti di persone che non avrebbero mai pagato la casa acquistata) e tu pensi che non mettano a bilancio gli introiti della cause penali?
    La tattica è semplice: chiedo “piccole” cifre a tutti i denunciati, il 90% paga dai 1000 ai 2000 dollari per non avere problemi.
    Esempio: 1000 dollari per 10.000 persone denunciate sono 10.000.000 dollari…non male vero?

  5. Vincenzo Vicedomini

    Ok, ma quanto costa a una major sgamare un “fruitore fraudolento” ? c’è un’idea del capitolo spesa lotta al P2P ?

  6. Vincenzo Vicedomini

    @Dario Salvelli : forse costa poco perchè a pagare non sono le majors ma i contribuenti ?… Molte operazioni penso richiedano l’intervento di appositi reparti di polizia, oppure di un giudice, visto che si devono mettere le mani sulle attrezzature e sui dati degli utenti.
    A rifletterci c’è la doppia fregatura, il che avvalora quanto scritto da Inchiostro Simpatico, i 1000$ del suo esempio sono praticamente netti.

  7. E’ ovvio che le major scaricano sui contribuenti visto che ha le legge dalla sua parte (DMCA, leggi anti-terrorismo, etc etc) e quindi utilizza gli stati federali per i controlli anti-P2P.
    Da un punto di vista culturale, ovvero far capire che scaricare un file sotto copyright è reato, denunciare non serve a nulla ma da un punto di vista economico è vantaggioso.
    Finchè non ci sarà una riforma del copyright seria e finchè gli artisti preferiranno affidare le proprie canzoni alle major (anzichè fare in proprio) la situazione non muterà.

  8. vincenzo vicedomini

    Tra un po’ non avranno neanche più i soldi per comprare la pellicola …
    Mi sembra che bene o male ci sia stata sempre una compensazione tra la variazione dei costi tecnologici di produzione e gli introiti di distribuzione.
    Secondo me si pensa alla pirateria come a mancati incassi, ma nessuno sa quantificare con precisione i numeri della pirateria di un prodotto. Il discorso è : usi p2p ? allora pirati materiale protetto da copyright il che porta come logica conseguenza : hai una connessione broadband ? allora sei un pirata ! In più esiste un fenomeno detto Collezionismo che prescinde dalla pirateria. Ad esempio : lo scaricare indebitamente musica non pregiudica il fatto che chi scarica possa acquistare in originale quanto scaricato (indebitamente).
    Quindi mi son sempre chiesto : Se fate delle statistiche allora sapete chi scarica materiale protetto . E se sapete chi scarica materiale protetto come mai non ci sono campagne mirate ma solo a campione ? Penso si giochi troppo sui *presunti* mancati guadagni.

  9. Illuminante questo grafico.
    Visto che dicono che la loro “crisi” è causata dal p2p sarebbe sensato chiedergli di dividere con gli utenti p2p la sofferenza che gli causano.
    Io sarei d’accordo a ricevere una fetta della loro sofferenza: voi no?

  10. I dati mi ricordano tanto i numeri che ho messo assieme ai miei colleghi per il rapporto e.content del 2008. Le valutazioni fatte risalgono alla fine del 2007, il Rapporto è stato poi presentato a giugno 2008.
    Quindi si tratta di previsioni e non di dati effettivi.

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