Potenza del lockin e dell’effetto rete: Monaco torna a Windows

Back in 2004, Munich, Germany decided that they were going to switch to Linux (specifically, LiMux) as their primary operating system and drop Microsoft's Windows operating system. At the time, the decision was said to be cheaper, more reliable and politically correct for the city and this would be the on the same scale as the Berlin Wall falling for politics but for IT.

But ten years later, and we must say that running for ten years is quite the achievement, the city is realizing that the move has not materialized in the way that they had envisioned a decade ago. A city official said that no matter what organization he talked to within the city, they all explained that their productivity was suffering because of the Linux system that they were using.

By 2011, Germany was supposedly running LiMux on more than 9000 machines.

Issues arose when the Linux OS users tried to work with those outside the city and they were unable to share files easily with those on other applications. More so, the idea is generally that Linux setups are cheaper than a Microsoft solution as you do not have to pay licensing fees but what Munich experienced is that Linux was much more expensive. Why is it more expensive? That's because the city had to hire programmers to build out functionality that they needed and then had to pay the staff to maintain the software.

The city is now in the process of jumping back to a Microsoft solution and is now converting those 9000+ machines back to Windows.

via www.neowin.net

UPDATE: non è vero niente. Grazie a Lucio e Luca che nei commenti me lo segnalano. chiedo scusa, stavolta non avevo fatto verifiche incrociate (poca banda, in viaggio..) e mi ero fidato della fonte della segnalazione

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

5 thoughts on “Potenza del lockin e dell’effetto rete: Monaco torna a Windows”

  1. Una decina di anni fa un Comune capoluogo per cui facevo consulenze aveva deciso di abbandonare Office (97) e passare a OpenOffice. Tutto il personale ha fatto il corso di OOo e tutti i PC (~400) avevano installato O97 e OOo.
    Risultato: articolo sul giornale locale del passaggio a OOo, ma i dipendenti continuavano ad usare O97. E il Comune ha continuato ad usare Office.
    Quello che non viene considerato e’ che che se uno butta via un ambiente (OS + applicativi) e lo sostituisce con un altro quello che butta via e’ anche l’esperienza e la competenza del personale. Piu’ persone ci sono piu’ alto e’ lo spreco.
    Bisogna capire che l’utente quadratico medio non e’ un informatico. A casa sul desktop aggiorno Ubuntu ogni 6 mesi, la scorsa settimana al mare ho studiato su una VM le novita’ di CentOS7 (systemd, firewalld principalmente) nei ritagli di tempo, ma gli utenti NON sono cosi’.
    Anche a Monaco hanno fatto dei begli errori, va detto. Guardando su Wikipedia leggo che LiMux e’ stato certificato ISO9241 dal TÜV. Ma non potevano far certificare KDE?! Sarebbe stato piu’ nello spirito cooperativo e magari avrebbero pure risparmiato.
    Va detto, da ultimo, che sui desktop Microsoft ha un sacco di tool e feature integrate che fanno diminuire il lavoro di amministrazione all’aumentare dei client: su una rete di 10-20 desktop certe funzioni non hanno senso, ma su una rete geografica ben pianificata ci sono tool/feature di automazione, gestione e integrazione che sono manna dal cielo.

  2. In gran parte aria fritta.
    Parla il vicesindaco, sconfitto alle elezioni e in carica perché il vincente non aveva una maggioranza abbastanza solida, e dice che un panel di esperti sta considerando la decisione. Ma non è stato deciso niente e le novemila macchine di cui parla Neowin sono senza riscontro.
    Aggiunto che Microsoft è in procinto di trasferire il quartier generale europeo proprio a Monaco, i tool e le feature contano pochissimo rispetto alla politica e ai quattrini. 🙂
    http://www.sueddeutsche.de/muenchen/muenchner-stadtverwaltung-von-microsoft-zu-linux-und-zurueck-1.2090611

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *