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L’antivirus Avast colleziona i dati degli utenti per poi rivenderli alle aziendedi
Sergio Donato – 28/01/2020 10:2814Jumpshot, una sussidiaria di Avast, riceve in forma anonima i dati degli utenti attraverso il famoso antivirus Avast. I dati sono poi venduti alle aziende che ne fanno richiesta per ottimizzare la loro presenza in internet. Tra i clienti Microsoft, Google, Pepsi e Yelp.TweetJumpshot, una società sussidiaria di Avast, sta vendendo i dati degli utenti raccolti attraverso il programma antivirus di Avast. I dati sarebbero acquistati da clienti quali Google, Microsoft, Pepsi, Sephora, Yelp.

L’indagine che ha portato a galla l’acquisizione dei dati è opera di un lavoro congiunto di Motherboard e PCMag. È stato scoperto che, una volta collezionati, Jumpshot “riconfeziona” i dati per in pacchetti messi vendita a seconda degli usi, tra cui l’”All Clicks Feed”, che è in grado di tracciare il comportamento dell’utente, i clic e gli spostamenti attraverso i siti web.

Ma la collezione dei dati di Jumpshot attraverso l’antivirus Avast comprende anche le ricerche su Google, le coordinate GPS su Google Maps, i video YouTube guardati e anche i termini di ricerca e le visite sui siti pornografici.

Il prezzo di un antivirus gratuito

Tutti i dati sono collezionati anonimamente. Non sono cioè associabili in modo diretto a un utente: anche se i dati stessi e la loro abbondanza potrebbero fungere da “carta d’identità”.

L’attività societaria di Jumpshot è proprio quella di “misuratrice di attività” degli utenti in internet per servizi e piattafrome come Netflix, Amazon, Google, che poi sono acquistate dalle aziende clienti per ottimizzare canali, migliorare il marketing e la vendita di eventuali prodotti.

Il problema è che la raccolta di dati non avviene attraverso un software specifico o un servizio che ne dà nota, ma attraverso il programma antivirus di Avast. Sembra che Avast, nel corso della settimana scorsa, abbia iniziato a chiedere il permesso per la raccolta dati ai propri utenti. Ma sarebbe un po’ fuori tempo rispetto a quanto scoperto dall’indagine, secondo la quale la collezione dei dati avveniva all’insaputa degli utenti.

Le risposta di Avast: “I nostri utenti sapevano”

Motherboard e PCMag hanno contattato alcune delle società che hanno acquistato i pacchetti da Jumpshot, per avere contezza dell’attività di compravendita. Microsoft non ha commentato ma da detto che non ha rapporti correnti con Jumpshot. Yelp ha risposto che si è servita dei dati Jumpshot per stimare l’impatto del comportamento anticoncorrenziale di Google. La stessa Google, cliente di Jumphost, non ha offerto alcun commento.

Infine, le due testate hanno posto domande dirette ad Avast, la quale ha svicolato la maggior parte di esse ma ha dichiarato: “Grazie al nostro approccio, ci assicuriamo che Jumpshot non acquisisca informazioni di identificazione personale, compresi nome, indirizzo e-mail o dettagli di contatto, da persone che utilizzano il nostro popolare software antivirus gratuito”.

Ha poi aggiunto: “Gli utenti hanno sempre avuto la possibilità di scegliere di non condividere i dati con Jumpshot. A partire da luglio 2019, abbiamo già iniziato a implementare una scelta esplicita di opt-in per tutti i nuovi download del nostro AV, e ora stiamo anche spingendo i nostri attuali utenti gratuiti a fare una scelta esplicita, un processo che sarà completato nel febbraio 2020.”© riproduzione riservataResta aggiornato sugli ultimi articoli di DDay.itFontePCMag