INAD – Indice Nazionale dei Domicili Digitali: parte il 6 luglio

UPDATE 1: il servizio è qui: https://domiciliodigitale.gov.it/

UPDATE 2: come scritto nella privacy policy: “. In caso di cancellazione volontaria, questa ha effetto decorsi 30 giorni dalla relativa richiesta.” che poi è il limite del diritto all’oblio del GDPR. Per farlo basta autenticarsi con SPID.

Source: Corriere della Sera

 I vantaggi per il cittadino sono diversi: le notifiche arriveranno in tempo reale, senza rischio di ritardi o problemi relativi al mancato recapito, con notevole risparmio in termini di tempo e costi, grazie ad esempio all’azzeramento del tempo necessario a recarsi presso i servizi postali e al minore utilizzo della carta che, di conseguenza, favorirà anche un minore impatto ambientale. Allo stesso tempo, anche la Pubblica Amministrazione disporrà di un sistema di comunicazione centralizzato più efficiente, automatizzato e sicuro.

In sostanza se registri la tua PEC in quest’elenco, le multe e le cartelle esattoriali ti arrivano in tempo reale.

Non mi vedo tutto questo desiderio per facilitare l’amministrazione che ti manda le multe.. (in Italia il 60-70% delle multe non sono pagate)

Certo, quel 30% che le paga si risparmia il tempo per andare a prendere la raccomandata in posta se non c’era nessuno a ritirarla quando passa il postino.

Certo, l’amministrazione risparmia carta (non mi pare un “vantaggio per il cittadino”.

Ci entrano di default tutti i professionisti che hanno gia’ una pec registrata.

All’epoca, quando stavo all’AgID, segnalai alcuni problemi del decreto perchè prevedeva che un cittadino incluso nell’elenco non potesse più modificare l’indirizzo (e se cambio PEC ? e se veniva usato col coniuge e mi sono separato ?) e tantomeno cancellarsi.

Lo feci presente al ministero e che accolse la segnalazione con insofferenza.

Sta di fatto che modificare e cancellarsi è un diritto ed il garante privacy li ha imposti.

CI sono un paio di pasticci brutti che potete leggere  qui e soprattutto qui.

Con il nuovo sistema, infatti, l’Amministrazione non appare più tenuta a provare che almeno sia stato ricevuto (non solo inviato) l’avviso di deposito dell’atto e così il cittadino che, ad esempio, dovesse essere destinatario di una cartella esattoriale rischia non solo di non averla ricevuta e di non aver nemmeno saputo che è stata inviata, ma soprattutto di non poter fare più nulla per opporsi perché l’Amministrazione, nel frattempo, è autorizzata ad andare avanti nei suoi procedimenti.

Un problemino degno di nota è questo

Le Amministrazioni effettuano una notifica che è valida solo con la consegna dell’atto alla piattaforma in una forma rispettosa del documento informatico e tale notifica non può essere più opposta. È sempre valida. Tutt’al più, si può essere “rimessi in termini” se si prova di non aver ricevuto l’atto, ma l’Amministrazione è autorizzata ad andare avanti nei suoi procedimenti.

l’Amministrazione alfa notifica a Mario un atto con il quale ordina la demolizione della casa di Mario. Mario non è reperibile, perché ha la casella PEC piena e allora, il gestore è tenuto unicamente ad inviare un avviso di mancato recapito e, se Mario non ha domicilio digitale, anche un avviso di cortesia che spiega che gli è stato notificato un atto. La notifica è efficace dopo quindici giorni da quando l’avviso di mancato recapito viene depositato all’Ufficio Postale, indipendentemente dal fatto che sia ricevuto. Da questo giorno, secondo le regole sugli atti amministrativi, Mario avrebbe sessanta giorni per ricorrere contro l’atto.

Tornato dalle vacanze, Mario potrebbe dunque trovare le ruspe che demoliscono casa se fossero passati i termini contenuti per ricorrere contro il provvedimento e non potrebbe fare più nulla, pur non avendo ricevuto l’atto, perché l’Amministrazione non appare più tenuta a provare che almeno sia stato ricevuto (non solo inviato) l’avviso di deposito dell’atto.

Mario avrebbe diritto ad essere “rimesso in termini” se non riceve la notifica “per fatto non a lui imputabile” e, nell’esempio sopra, la casella PEC piena non sarebbe considerata un motivo valido.

Parente di questo problema è che per l’amministrazione i termini decorrono a partire dalla consegna alla piattaforma di notifiche mentre per il cittadino decorrono dalla ricezione. (se non è cambiato nulla di recente. se è cambiato prego di segnalarmelo)

Quindi, per esempio, sei malato una settimana e non guardi la PEC, non hai più diritto a pagare la multa ridotta del 30% perchè i 5 giorni per l’amministrazione sono già trascorsi. Oppure quando torni dal mare la vai a prendere cartacea alle poste (perche’ non sei iscritto a INAD)  ma l’amministrazione l’aveva consegnata alla piattaforma 3 settimane prima e per lei i 5 giorni sono già trascorsi e non hai piu’ diritto alla riduzione del 30% Allora fai istanza per remissione dei termini (ipotesi prevista).

Alla fine sarà da vedere se non genererà più problemi con nuovi contenziosi del vantaggio che dovrebbe avere per l’amministrazione (quale ?).

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3 thoughts on “INAD – Indice Nazionale dei Domicili Digitali: parte il 6 luglio”

  1. Ma i famosi 15€ di spese di notifica delle multe saranno azzerati? Conosciamo già tutti la risposta 😊

  2. A me sembra che il nuovo sistema tuteli da un aspetto fondamentale ovvero dal perfezionamento della notifica cartacea per compiuta giacenza (ovvero dopo 10 giorni dalla data in cui il postino ha lasciato nella buca delle lettere l’avviso di deposito del plico).
    Con il cartaceo esiste già la possibilità che non posso pagare la multa stradale in misura ridotta se mi arriva la raccomandata mentre sono assente da casa (mio sacrosanto diritto di assentarmi per vacanza, trasferta di lavoro,…) .
    Con il domicilio digitale verifico ovuqnue sono con uno sguardo allo smartphone e se ho la PEC piena o ho cambiato indirizzo sono fatti di cui ho notizia e/o posso influenzare. Certo è meglio essere un po’ più garantisti nelle regole e avere invece certezza della pena, ma questo è un dircorso più ampio, culturale e di sistema.
    PS qual’è la fonte che il 60-70% delle multe non vengono pagate? Non immaginavo proprio…

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